Imperativo Categorico: ricordare le vittime dell’11 Settembre
11 Settembre 2006 | Autore: Marco Marullo | In terrorismo, 11 Settembre, United States of America | 9 CommentiDa 5 anni a questa parte non c’è giornalista, nè scrittore, nè blogger che non dica la sua sull’11 Settembre. Ogni anno, puntuali come un orologio, fastidiosi come un orologio, con il loro tic-tac, tic-tac che ti entra nel cervello, che ti penetra dolorosamente l’anima, cercano di trovare una spiegazione razionale - o irrazionale - alla tragedia, individuano colpevoli, inventano fantasiosi moventi per giustificare o condannare quello che è stato uno spregevole atto terroristico, il grande e spettacolare ritorno sulla scena occidentale del terrorismo islamico. I più sporchi ridono sghignazzano gioiscono nuovamente, ridanno forma ai loro pensieri intrisi di morte e di odio, agli-americani-gli-sta-bene, ne apporfittano per ricordarci che la vita è vita solo se c’è la morte e che loro - non hanno vergogna di dirlo, anzi, puoi leggere nei loro occhi sentimenti d’orgoglio - no, non provano niente.
La verità è che ciò che resta dell’11 Settembre 2001 è la morte di 2996 persone, 2996 uomini donne vecchi e bambini a cui è stata sottratta la vita, a cui è stata sottratta la capacità di ridere, gioire, piangere, disperarsi per l’ennesima giornata difficile, amare la vita per il semplice fatto che essa ci sia stata donata. Ciò che resta è un vuoto incolmabile che nessuno potrà mai riempire, una crepa che nessuno potrà mai riparare, la tazza ormai è rotta e tu potrai impegnarti concentrarti disperarti tentando di incollarla ma non sarà mai più come prima, ergo inutili gli speciali di Mentana che da 2 anni a questa parte si associa alla schiera di cui prima, inutili le analisi di Bruno Vespa (forse quest’anno ci risparmia!) e dei soliti volti noti che infestano il suo salotto (la signora Palombelli dirà la sua anche sulla catastrofe del WTC?Esporrà la sua opinione sui complotti della CIA contro il mondo e cercherà di darne una anche al marito?): a me non interessa chi sia stato a gettarsi nelle Twin Towers, non interessa se l’ala del pentagono abbia ceduto ad uno scoppio interno o all’impatto con un aereo, non interessa se il quarto aereo sia caduto perchè abbattutto o perchè un gruppo di persone a bordo si sia ribellata all’efferatezza del terrorismo islamico. Ed ancora non mi interessa se ogni 4 secondi in un’altra parte della terra - come prontamente i benpensanti ricordano in quest’occasione - muore un altro innocente: quello che so è che l’11 settembre 2001 2996 persone hanno perso ingiustamente la vita. Duemila-novecento-novantasei, tutte nello stesso istante, tutte sotto le stesse macerie o nella stessa esplosione, tutte in nome dello stesso dio.
Questo giorno deve essere dedicato esclusivamente a queste persone, alle loro vite, alla loro memoria. Ricordarli deve essere per noi un imperativo categorico, affinchè il loro sacrificio non sia stato vano.
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