Nella Storia
21 Dicembre 2006 | Autore: Marco Marullo | In Oriana Fallaci, Libertà | 6 Commenti
Dea della Democrazia - Replica dell’originale innalzata a Piazza Tian An Men durante le manifestazioni in Cina del 1989 per la libertà nei media. La statua, alta 10 metri e costruita con polistirolo e cartone, era ispirata alla statua della libertà americana.
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Jeff Widener - The Associated Press
Oltre all’enorme statua, simbolo della rivolta è considerato lo sconosciuto che in totale solitudine affronta una colonna di carri armati.
“Dall’apparato comunista era considerata una donna pericolosa. Le raccontarono che durante la rivolta tanti ragazzi erano andati verso Tien-An-Men tenendo in mano una copia di Un Uomo. La sua intervista del 1980 a Deng Xiaoping era un testo sacro, per gli studenti. Era vero, un ragazzo che parlava italiano si alzò nell’aula magna a nome di tutti e la ringraziò perché con quell’intervista e con i suoi libri aveva insegnato loro che cosa siano il coraggio e la libertà. Con le sue idee e le sue parole aveva cambiato loro la vita. A nome di tutti le chiedeva di non morire e di curarsi più che poteva, perché nel mondo c’era tanto bisogno di una persona come Oriana Fallaci“.
M. G. Maglie
Da “Insciallah”
7 Novembre 2006 | Autore: Marco Marullo | In Comunisti, Oriana Fallaci | Un Commento“Credevo che si fossi andati a tirà fòri i vivi e invece ‘un si faceva che tirà fòri i morti. Di vivi ce n’era uno solo, e quando l’ho tirato fòri l’era morto anche lui. M’è venuto da piagnere, m’è venuto! Perchè gli volevo bene a quei morti, ci crederesti? Mentre li raccattaco ‘un facevo che pentimmi di quando tifavo pe’ gli arabi e ne’ cortei mi sgolavo contro gli americani. Boia qui, boia là, imperialisti qui, imperialisti là, bucaioli go home. Mi dicevo: t’eri proprio bischero Chiodo, ‘un t’avevi capito nemmeno che gli americani son figli di popolo come te. E avevo una gran voglia di scrivere una lettera a i’ Comitato Centrale di Piccì, cantagliela nero su bianco, digli: fanatici, faziosi e fanatici, vu’ la dovete smettere di raccontacci le balle a noi giovani, capito?!?”
Oriana Fallaci - Insciallah
Tutto Quello Che Non Ho Potuto Dire
6 Ottobre 2006 | Autore: Marco Marullo | In Oriana Fallaci, Televisione | Un CommentoQuesto intervento non rappresenta una critica per coloro che hanno partecipato alla trasmissione Walk Show di Rai Futura, ma solo un modo per onorare la verità e rispondere alle cattiverie gratuite di chi Oriana Fallaci non l’ha capita minimamente, nè ha voluto farlo.
Pino Scaccia, tra saccenza e paradosso.
“Una donna profondamente sola, scontrosa”, questo era Oriana Fallaci per Pino Scaccia. Una donna che continuamente mostrava le sue contraddizioni ed i suoi paradossi (”è abbastanza paradossale per una donna che badava soprattutto alla sostanza… [l’intervista] l’abbiamo rifatta molte volte perchè c’era un filo di vento che le scompigliava i capelli. Anche un pò dei vezzi che non mi aspettavo da Lei”). Se il sig. Scaccia avesse letto il libro La Rabbia e L’Orgoglio, saprebbe sicuramente che forma e contenuto, per la grande scrittrice, hanno la stessa importanza. “La forma mi preme quanto la sostanza. Penso che la forma sia un recipiente dentro il quale la sostanza si adagia come un vino dentro un bicchiere. E gestire questa simbiosi a volte mi blocca”.
Ed ancora: “una donna piena di paradossi, scontrosa. Una donna sola… La Rabbia nasceva da questa solitudine. Lei era letteralmente sola ed era abbastanza paradossale, siamo sempre un circolo noi inviati, abbiamo sempre amici, siamo sempre insieme ecc. Lei era sola, lei impietiva di venire a cena con qualcuno di noi, era profondamente sola.”
Gentile Sig Scaccia, non ha mai pensato che la solitudine, l’isolamento, fossero una scelta?Che Oriana non avesse necessità di appartenere ad un circolo, ad un branco? Circoli dove tra l’altro regna l’invidia ed il riconoscimento del merito non è nemmeno preso in considerazione - perchè, non crederà mica alle favole sig Scaccia, all’umiltà dell’essere umano?:Oriana Fallaci era odiata ed invidiata perchè GRANDE, perchè per la sua grandezza si poteva permettere il lusso di scrivere con la sua Olivetti e poi farsi ribattere tutto, perchè capace di annullare la pubblicazione di un’intervista solo per 2 o 3 virgole fuori posto, perchè come Lei nessuno era capace di scrivere.
Le ripeto, se avesse letto i suoi libri, saprebbe che ovunque si trovasse, ovunque il suo lavoro di giornalista la portasse, Oriana era circondata da persone che l’amavano per le sue doti di giornalista, per il suo essere vera. Devo ricordarle del rapporto creatosi con i giornalisti in Vietnam o di quello con gli astronauti americani?Oriana Fallaci era una donna che lasciava il segno perdio!Avrebbe avuto ai suoi piedi chiunque se solo lo avesse voluto!E lei ci viene a parlare di solitudine?Che la sua Rabbia nasceva da questa solitudine?La rabbia nasceva dalla conoscenza profonda dei politici italiani, dei giornalisti italiani, degli italiani in genere!Nasceva dalla consapevolezza di essere ritenuta scomoda perchè non era, non lo è mai stata, politicamente corretta come Lei, Sig. Scaccia!Scomoda perchè come nessun altro urlava la verità!Scomoda perchè con un suo articolo, con un suo libro, era capace di muovere un intero popolo! Prendo atto però della correttezza di una sua frase, che racchiude tutto il senso - o meglio, l’inutilità - delle sue precedenti parole: “Noi si faceva i giornalisti, non gli psicologi”. Ecco, continui a fare il gironalista, a proporci la SUA verità - sua e soltanto sua, io aspetto la foto di Teheran con le 5 ragazze in minigonna!! - che le riesce bene!
L’intervento dell’inviato del TG1 si conclude nel peggiore dei modi: “Le rimprovero con molto affetto l’ultima parte della sua vita. Questo è un momento in cui c’è bisogno di dialogo.”
Dividere la vita e l’opera di Oriana Fallaci è uno degli errori più grandi che si possa commettere. Ma sarabbe veramente tempo perso spiegarle perchè. Lei, dall’alto della sua esperienza - e mi consenta, della sua saccenza e maleducazione “Io ho visto molte più cose di te, so come vanno queste cose” - ha già tutte le risposte di cui ha bisogno.
Ah, un’ultima cosa: per far si che esista un dialogo, che si crei un dialogo, i soggetti a volerlo devono essere almeno due, altrimenti si tratta di un monologo. A buon intenditor…
Bianca Stancanelli, siamo noi ad avere problemi “di pancia”.
Lo ammetto, sono sconvolto dalla performance della signora Stancanelli. Non mi riferisco solo all’abuso della parola “pancia” o all’improprio utilizzo della parola xenofobia, ma alla totale mancanza di logica nel suo discorso. Ma procediamo con ordine.
La giornalista si qualifica nei primi 2 minuti con una frase che definirei grammaticalmente ad effetto: “Una parte di questi immigrati convergono verso una moschea”. Fin qui, niente di male: capita a tutti di sbagliare, anche a giornalisti-scrittori affermati come Bianca Stancanelli, anche se abituati ai riflettori (quindi l’impatto emotivo difronte ad una telecamera dovrebbe essere quasi pari a zero).
I dubbi iniziano a sorgere alle affermazioni successive. “I 15 non erano terroristi… si sarebbe potuto capire in tempi estremamente rapidi che si trattava di 15 poveracci”.
Ora mi chiedo, da quando in qua i terroristi non sono poveracci? Una giornalista come Bianca Stancanelli dovrebbe sapere che il terrorismo affonda le sue radici tra i poveracci, i disagiati, tra gli strati più vulnerabili della società, quelli più facilmente corruttibili, plasmabili, condizionabili.
C’è logicità in tutto questo? Personalmente non credo. Così come non credo che ci sia logicità nell’affermare che Oriana Fallaci non le ha cambiato la vita, nonostante la voglia di fare la giornalista sia nata leggendo uno dei libri di Oriana Fallaci più straordinari, Niente E Così Sia.
Il peggio ahimè deve ancora arrivare. “Credo che Lei abbia messo la straordinaria capacità di scrittura, la sua fantasmagorica capacità di creare emozioni attraverso la scrittura, l’abbia tutta impiegata per legittimare dei sentimenti oscuri di ostilità. Ha dato voce alla pancia piuttosto che alla ragione… Così si spiega il successo, ripeto, Lei ha dato una legittimità a dei sentimenti di ostilità e se vuoi perfino di xenofobia che si agitavano nel corpo del paese e non riuscivano ad avere una voce. E lei ha dato una voce estremamente alta. L’ha detto Oriana Fallaci quindi queste cose che io provo e che prima non riuscivo a nominare perchè mi pareva poco politically correct…ora le posso dire a voce alta perchè lo ha detto Oriana Fallaci.”
Definire Oriana Fallaci una fomentatrice d’odio è quanto meno singolare. Definire Oriana Fallaci legittimatrice di sentimenti di xenofobia è assurdo ed inaccettabile. Lo trovo vergognoso, si, nonchè stupido ed ipocrita. Anche solo per il fatto che la xenofobia non riguarda culture o pseudo culture, ma razze. Ergo sono costretto a ritenere che il problema della sig.ra Stancanelli sia l’italiano: meglio non dare voce alla mia pancia adesso, potrebbe riferire cose molto spiacevoli. Non ha rispetto per chi ripetutamente si ostina a violentare la lingua più bella del mondo. Infine noto con immenso rammarico che per l’ennesima volta nel corso della trasmissione si ignora l’esistenza de “La Forza della Ragione”, parte principale della Trilogia.
Scaccia e Stancanelli, Cric e Croc
Le parole della Stancanelli sono un perfetto assist per Pino Scaccia che incalza: “Ha assolutamente ragione. Lei ha preso la parte peggiore di noi.”
Ma come fa a saperlo, sig. Scaccia, se lei non ha mai letto o comunque capito mezza riga della Fallaci? Oriana Fallaci ha preso la parte migliore di noi, quella che combatte per la vita e per la libertà, la parte di noi che è pronta a difendere i suoi diritti con i denti e con le unghie, a costo della propria vita. La parte che ama, che vive e che ama.
“Lei se lo poteva permettere di fare la paladina di un movimento perverso. Noi abbiamo la responsabilità di riportare alla ragione.”
Deo Gratias!Fortuna che c’è Pino Scaccia a portarci in salvo dalla selva oscura in cui Oriana Fallaci subdolamente ci aveva condotto!Ma le misura le parole Sig Scaccia?Movimento perverso?
Ecco la conclusione finalmente di questo festival delle menzogne.
Alla domanda di G. Desiderio “Dobbiamo essere più diplomatici con le parole?” il sig Scaccia risponde con un deciso “Certo”.
La Stancanelli invece ci vuole ancora dimostrare di adorare il termine pancia e di non conoscere lontanamente la Forza della Ragione. “Dobbiamo utilizzare la ragione e non la pancia. L’ultima Oriana sostanzialmente ha detto: provate dell’odio nei confronti dei musulmani?Fate bene.” “Ha cavalcato l’odio.”
Agli ultimi questiti di Desiderio (Il papa è stato diplomaticamente inopportuno nel suo discorso di Ratisbona? - E La libertà di esprimere il nostro pensiero?) risponde Pino Scaccia - ci siamo salvati dall’ennesima atrocità della giornalista-scrittrice: “Io voglio credere alla sua buona fede, non se ne rendeva conto anche se magari… Sicuramente credo alla sua intenzione di dialogo”. “Il discorso è lungo e complesso”.
Ecco la dimostrazione che ancora non mi sono rincoglionito. Nonostante l’intestino aggrovigliato e il dolore per le falsità propinateci, le mie orecchie in quegli istanti non hanno mai smesso di sentire le sue volgarità, sig Scaccia. Quindi inutile è stato urlarmi in faccia - en privè, naturalmente - che lei non aveva mai detto di dover rinunaciare alla nostra libertà di espressione per non offendere i signori estremisti. I fatti sono dalla mia parte.
Chiunque, leggendo le sue affermazioni, intende che si, è necessario pesare le parole e mettere da parte i nostri pensieri.
IoStoConOriana su RAI FUTURA
2 Ottobre 2006 | Autore: Marco Marullo | In Oriana Fallaci, Televisione | 2 Commenti
Come rappresentante del sito IoStoConOriana parteciperò alla trasmissione Walk Show di Giancristiano Desiderio, in onda alle 20.30 su Rai Futura - visibile sul canale 809 di Sky o sul digitale terrestre.
7 giorni
22 Settembre 2006 | Autore: Penelope Alla Guerra | In Oriana Fallaci | Nessun commentoSette giorni. Cos’è una settimana in confronto alla tua straordinaria vita? E cos’è il tempo paragonato a te che sei eterna e immortale? Hai ragione, questi giorni non sono nulla, eppure il dolore non mi ha dato tregua neanche un minuto e nulla mi è scivolato addosso. Ogni cosa invece si fermava, si adagiava su di me con la forza e la prepotenza di mille aghi conficcati nel mio cuore. E ancora sanguino.
Sai cosa mi fa soffrire di più? Il mondo che va avanti. Tutto gira e continua a girare. Vedo le persone che camminano affannosamente per strada verso le loro vite, le disgrazie aumentare, l’oblio avanzare. E mentre guardo queste cose vorrei dare voce a ciò che ho dentro di me. Un urlo. Mi basterebbe un urlo, profondo, intenso, lacerante. Come fa la vita ad andare avanti se ci sono io, spettatrice, che non riesco a muovere un passo, che la guardo indispettita, che ho un carico di tristezza misto a rabbia, misto a dolore, misto a rimpianto nell’anima che grava su ogni mia azione, su ogni mio giorno? Fermatevi, non vedete che sono scesa dalla giostra e che non voglio più risalire, vorrei gridar loro. Nessuno mi ascolta, non posso urlare, non voglio o non posso risalire e non mi sono mai sentita così sola nella mia vita.
Tu sei il mio faro di speranza e di verità. E se c’è una cosa che nonostante la sofferenza mi accarezza il cuore, è la consapevolezza che tu ci sarai sempre. Nei miei gesti, nelle mie azioni, nei miei pensieri, nei miei propositi, nel mio futuro. Una mano invisibile che guiderà ogni istante dei giorni a venire, ecco quello che sarai per me.
Ho sfogliato i miei diari scolastici alla ricerca di tracce di te. Le ho trovate. Con orgoglio posso affermare che si, tu c’eri, ci sei sempre stata. Smemoranda 99-2000, settembre, inizio del II anno delle superiori: “ Quest’estate ti ho conosciuta, come ho fatto a vivere senza sapere della tua esistenza? Ho passato le ultime due settimane documentandomi sulla tua vita. Ho quasi tutti i tuoi libri. E una certezza nel cuore: ho trovato la mia fonte di ispirazione, il mio punto fermo, il mio esempio da seguire. Ovunque tu sia in questo momento sappi che c’è chi ti pensa.”
E’ bello rileggermi quindicenne, provo tenerezza per questa bambina già tanto convinta del suo sentimento per te. Vorrei stringerla forte, cullarla, rassicurarla dicendole che no, non è sola. Ma non posso. Eccoti ancora tra queste pagine. Terzo anno, Smemoranda rossa, primo maggio 2001: “Cosa significa non conoscerti se ti sento vicina come sento vicina mia sorella? Cosa sono le barriere del tempo e dello spazio? Per me tu vivi nel mio cuore. Vorrei vederti, vorrei parlarti, vorrei chiederti come si fa ad uscire dalle quattro mura della mia città, a diventare forti e in gamba come te. Vorrei chiederti come si fa a superare da sola il dolore che cento uomini insieme non sarebbero in grado di sopportare. Vorrei chiederti come si fa a sopportare la morte delle persone che ami, a sopportare le medesime tirannie, le medesime oppressioni, le medesime delusioni. Vorrei piangere con te ricordando questo giorno, planare li a New York e dirti che ti stimo come non ho mai stimato nessuno, che ti voglio bene davvero e invece non lo farò mai… invece rimarrò qui in questo puntino nel mondo, mentre tu non cesserai mai di esistere, perché le persone con la tua personalità e la personalità di Alekos non muoiono mai”
Quante volte poi stufa di ascoltare il professore che spiegava mi sono rivolta a te… innumerevoli! Ecco qui, Smemoranda 2002-2003, ultimo anno: Ciao Oriana, il professore di letteratura parla di Parini. So che secondo te dovrei ascoltarlo ma non mi va, sono stanca e ti penso troppo. Come stai, anima bella? Sempre più affaticata immagino. E’ ancora notte a New York. Fai sogni belli. Ti lascio sennò il prof. mi sgama. Ti voglio bene”
Come si fa a far finta di nulla dunque? Come si fa a sopportare la mediocrità e la superficialità di chi, dopo avermi trattata con i guanti bianchi immediatamente dopo la tua scomparsa, pensa che adesso tutto sia passato, pensa che adesso io stia bene? Non passerà, Oriana mia. Ciò che posso fare, ciò che probabilmente tu vorresti io facessi , è stringere i denti, guardare avanti, difendere il mio mondo con le unghie e con i denti. Risalire sulla giostra a testa alta, con rabbia per averti perduta, ma con orgoglio per averti amata e compresa.
Eternamente con te.
S.L
Per te - Για σας
21 Settembre 2006 | Autore: Penelope Alla Guerra | In Oriana Fallaci | 3 CommentiGabbiano ferito da un piccolo grido,
tradito da un cielo che ti era amico.
Da un sole e da stelle che erano perle,
da lacrime dolci di nuvole sparse.
I vasi sono belli se racchiudono fiori,
non servono a nulla se imprigionano cuori.
Piccoli cuori che piangono sempre,
anche se nessuno più ora li sente.
Passi le ore a guardare il tuo cielo,
ora racchiuso in un grande mistero,
sei stata guerriera in tempo di pace,
dolcissima martire senza una croce.
Sarai ancora una stella di luce,
vivrai ancora come a te piace,
ma non qui nel mondo tra noi uomini stanchi,
ma in un paradiso di angeli bianchi.
A Firenze Per Oriana - 2
17 Settembre 2006 | Autore: Marco Marullo | In Oriana Fallaci | 7 CommentiHo intrapreso questo viaggio per passione, ragione, amore, follia.
Mi sono improvvisato in poche ore organizzatore di un incontro che molto porbabilmente andava oltre le mie possibilità, oltre le possibilità di un Marco distrutto, a cui hanno strappato via un pezzo di cuore, oltre le possibilità di 2 staff che hanno continuato ininterrottamente la loro attività, nonostante la situzione suggerisse di fuggire via, il più lontano possibile.
Il presente non vuole essere la descrizione di una giornata straordinaria, ma un immenso grazie a coloro che l’hanno resa tale.
Arrivato a Firenze vi ho riconosciuto subito. Non solo per la luce dei vostri occhi, quella luce che brilla negli occhi delle persone che vivono per la libertà, ma perchè in essi potevo leggere gli stessi sentimenti e lo stesso dolore che mi dilania l’anima dalle ore 9.03 del 15 settembre.
Siete persone eccezionali, avete avuto la forza ed il coraggio di allontanarvi dalla vostra vita per salutare chi - quasi certamente - la vostra vita l’ha cambiata.
Siete persone libere, che non hanno paura di gridare al mondo “Io Sto Con Oriana”.
Siete persone uniche, lontane anni luce dai giullari, dalle puttane figlie di papà, dagli ipocriti che parlano di povertà con le tasche piene, di pace con bastoni di ferro nello zaino, di libertà nei paesi dove c’è la libertà: avessero il coraggio di parlare di libertà in paesi dove essa è negata, poveri stronzi.
Siete persone che sanno amare. Era il vostro sguardo, che si perdeva verso l’infinito, a dimostrarlo li, difronte la Clinica Santa Chiara, dove ora riposa il corpo stanco di Oriana. Stanco, sì. Infinitamente stanco quanto infinitamente lucida era la sua mente, limpida la sua coscienza, splendida la sua anima. Il corpo ha ceduto, i tessuti si sono piegati al cancro ma non la sua mente, non il suo pensiero che tutt’ora vive nonostante gli attacchi degli avvoltoi, nonostante le troppe parole scritte o preferite in maniera sconveniente da personaggi sconvenienti.
Le tue idee non moriranno mai perchè la vita non muore, Oriana, ce lo hai insegnato tu. Vivrai per sempre nelle nostre anime.

Torpore e vuoto del dopo omaggio ad Oriana
17 Settembre 2006 | Autore: Penelope Alla Guerra | In Oriana Fallaci | Nessun commentoHo trascorso due giorni concitati e confusi. La notizia appresa quella maledetta mattina, le lacrime, l’incredulità. Poi tutto è stato smorzato e ridimensionato da una corrente molto più propositiva. C’è da organizzare il viaggio a Firenze, c’è da leggere gli articoli, c’è da darsi da fare, c’è da registrare Matrix, c’è da partire, c’è da comprare i fiori, c’è da portarti un regalo.
Stamattina sono arrivata a Firenze, stamattina sono stata li con te. Che strana sensazione ho provato al pensiero di esserti così vicina. Io, che ho sognato di esserti accanto per gran parte della mia vita cosciente, io che avrei venduto l’anima pur di poter risalire a te, pur di poter percorrere itinerari da te esplorati. Io, che caparbiamente appuntavo ogni notizia relativa alla tua vita. Il negozio dove compravi le sigarette, la biblioteca che frequentavi, le strade a te familiari. Prendevo nota e con la mente fantasticavo su possibili viaggi che implicassero la scoperta del tuo mondo.
Già mi vedevo bussare la tua porta con un enorme mazzo di fiori, piccolezze che tu amavi tanto, sorriderti, abbracciarti…
Oggi ero li, una manciata di metri ci separavano. Guardavo lassù, verso quella ipotetica stanza 409 situata al quarto piano della clinica Santa Chiara. Ma un pò della mia mente era ancora altrove. Le frasi da scriverti, i fiori da prendere, le lacrime da trattenere, i discorsi da intavolare. Propositiva, fiera, orgogliosa, guerriera. “Dobbiamo combattere, dobbiamo crescere, ora più che mai”, mi ripetevo. E come un tenace soldatino andavo avanti.
Ma adesso che la velocità supersonica delle ultime ore sembra aver rallentato la sua folle corsa, adesso, nel silenzio del mio cuore e della mia stanza, sto finalmente prendendo coscienza.
Mi pare di averlo compreso compiutamente solo adesso, mi pare di essere scesa da una giostra impazzita e faticosamente registro l’accaduto: tu non ci sei più.
Non ci sei più. Orfana della mia fonte di gioia, di libertà, di orgoglio, di passione, di coraggio. E adesso che l’ho realizzato non c’è spazio per la razionalità, per l’utilizzo adeguato e simpatico delle citazioni dei tuoi libri. “Tu sei morta, forse muoio anche io. Ma non importa, perchè la vita non muore.” No, Oriana mia, stavolta e forse per la prima volta ti sei sbagliata. La vita, così bella così importante perchè alla fine nulla è peggiore del nulla, un pò muore senza di te.
A Firenze per Oriana
15 Settembre 2006 | Autore: Marco Marullo | In Oriana Fallaci | Nessun commentoMi sono offerto di essere il referente dello staff di THANK you ORIANA per l’organizzazione dell’incontro di domani “A Firenze Per Oriana“.
Per qualisasi informazione sull’incontro potete contattarmi al 3335907255. Senza limiti d’orario, cercherò di essere raggiungbile sempre e comunque.
Non è mai troppo tardi per dimostrarLe quanto l’amiamo.
AGGIORNAMENTO: Anche se siete venuti a conoscenza solo ora dell’incontro, non esitate a contattarmi per informazioni a riguardo. La mattinata è lunga e Firenze è “facilmente” raggiungibile da tutt’Italia. In Nomine Orianae.
Oriana: più grande della vita
15 Settembre 2006 | Autore: Penelope Alla Guerra | In Oriana Fallaci | Un CommentoHo scelto il silenzio. Come mi hai insegnato tu. Oggi non c’è posto per le parole, domani chissà. Oggi c’è posto per un dolore al cuore che non va via, c’è posto per un cerchio alla testa che non lascia tregua e per mille interrogativi che continuano ad affacciarsi sulla mia anima prepotentemente.La sentinella della mia esistenza è andata via.
Lo sconforto, la tristezza, l’amarezza diventavano più sopportabili quando pensavo a te. “Non aver paura”, -mi dicevo spesso- “il coraggio e la passione fanno ancora parte di questo mondo, puoi farcela anche tu”. E adesso mi lasci qui, sola. Mi sento ancora troppo piccola e sprovveduta per poter fare a meno di te, di un tuo articolo in prima pagina che mi regala una giornata felice, di un tuo intervento, di un tuo libro che mi cambia la vita.
Tu hai cambiato la mia vita, Oriana. Da 6 anni a questa parte, non c’è stato un gesto, un’ azione, un pensiero che non sia stato ispirato alla tua persona, alla tua forza, ai tuoi ideali. Ma per quanti sforzi io possa fare, per quanti sforzi l’umanità possa fare, la tua passione, la tua rabbia e il tuo orgoglio restano punti fermi irraggiungibili.
Nel frattempo non riesco a proferire verbo, non riesco ad ascoltare l’ipocrisia di chi adesso parla di te come una grande donna e scrittrice mentre prima non ti riteneva altro che una stronza razzista, non riesco a stare accanto neanche alle persone che amo e che forse avrebbero bisogno di me. Sono invisibile, sono trasparente. E così mentre mi accorgo che le parole sono meschinamente piccole, troppo piccole per esprimere quello che ho nel mio cuore, non posso fare a meno di lanciarti un messaggio, anche se non so se lassù tra gli angeli ti arriverà : Sei qui, con me, dentro di me. Non andrai mai via.Cercherò di seguire le tue orme, cercherò di diffondere le tue parole. Parlerò di te ai miei futuri figli e alle persone che amo. Non smetterò mai di volerti bene e di ritenerti la persona più importante per la mia vita. E intanto prego affinchè tu stia bene, ovunque sia.
Con amore sconfinato
Simona L.
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