Blogs’ Outrage - Lo Scandalo dei blog
24 Febbraio 2007 | Autore: Marco Marullo | In Libertà | 16 CommentiQuando la realtà virtuale supera la realtà
Ho costretto la proprietaria del blog a pubblicare questo mio intervento - o forse l’ho fatto senza il suo permesso?! - riassuntivo sul blogs’ outrage che ha scosso la comunità del cannocchiale (voi dite di no?Loro, le prime donne, ne sono certe!).
Ho sempre visto con sospetto questi pseudo fallaciani che amano la Bonino (una che vuole portare la turchia in Europa – Nota Bene) e che votano il partito più fallito della nostra storia politica, l’unico che abbia avuto l’onore di ricevere il sostegno di Oriana Fallaci e buttarlo poi in poco tempo nel cesso.
Il sospetto è diventato certezza (di cosa vi chiederete?Poco importa ora…) quando, essendo gli unici eletti, gli unici illuminati – antiberlusconiani, radicali e fallaciani – hanno ritenuto di essere emulati dalla meravigliosa proprietaria di questo blog, dimentichi – oserei dire – del fatto che solitamente si emula qualcuno dalle grandi doti (vedi Oriana Fallaci) o qualcuno dalle scarse potenzialità intellettive (vedi Hitler, il Che, Mao-Tze-tung).
Ovviamente non c’è necessità di dirvi a quale gruppo la coppia di perseguitati appartenga, ma lo farò lo stesso: né al primo, né al secondo. Sine laude, sine infamia, mi spiego?Il pomo della discordia è stata – caso vuole – la dichiarazione di voto del 1976 di Oriana Fallaci.
Drowned World - uno liberale, eh! – ritiene di dover essere l’unico possessore di quella dichiarazione, ignorando che la stessa è stata trasmessa alla tv e che – se solo conoscesse qualche fallaciano vero – anche i sedicenni ne sono in possesso.Letterina ai fallaciani della prima ora. Scusate questi ultimi se non sono vecchi matusa, quindi relegabili (da voi) nel ghetto “fallaciani dell’ultima ora”. Scusateli se, amando Oriana Fallaci, non voteranno MAI una che usa la gnocca al posto della testa (a chi state pensando?…Io a Danielone). Scusateli se grazie a loro Oriana vive ancora. Scusateli se i giornali gli dedicano articoli, se con gli Edoardo Perazzi parlano al telefono e con le Paola Fallaci si scambiano affettuosi e sentitissimi abbracci. Scusateli se Oriana la chiamano Ory.
Voi, fallaciani della prima ora, dove eravate il 15 ottobre? Dove eravate mentre il maestro Zeffirelli esprimeva il nostro dolore ed il nostro sdegno? (lo so, lui è di destra, per voi ipocriti borghesi bugiardi è poco chic).
Non mi scuserò per il modo brusco con cui affronto la questione, perché siete stati voi quelli che non hanno avuto sensibilità nel ritenere inferiore al vostro, la nostra stima ed il nostro amore per Oriana Fallaci. Noi che non passiamo un giorno a leggere i suoi libri, a parlare di Lei, ad affogare nel suo ricordo. A versare lacrime perché non c’è più.
Cup – un’altra liberale, eh! - dal canto suo ritiene di essere l’unica con una nonna, l’unica con un I-pod, l’unica a poter aggiornare la home page del blog, l’unica – e non 5 milioni di italiani, bensì l’UNICAAA – a vedere Dr House.
Aggiungerei: Lei lo ha più lungo ma soprattutto la ha SOLO LEI!
Non trascuriamo altri deliziosi personaggi: una certa Sum , ad esempio, che ritiene di sapere – anche in questo caso LEI E SOLO LEI – come si sarebbe comportata Oriana Fallaci nel leggere codesto blog: avrebbe seviziato la titolare. Non ho dubbi a riguardo…
E poi, come dimenticarci della conterronea Alice?Lei che, se la memoria non mi inganna – purtroppo devo fare affidamento solo a quella perché i signori di cui prima hanno ben pensato di cancellare ogni traccia del outrage! – evidenziando il plagio, aveva buttato benzina sui bollenti fuochi di Cup e Drowned e poi, inspiegabilmente, aveva dedicato un suo intervento in difesa della “copiona”.
Il resto è storia dei nostri giorni.
Concluderei domandandovi: E’stara Alice ad emulare Cup nel sospendere il blog o Cup ad emulare Alice?Ma soprattutto, è stata Cup ad emulare Alice riaprendo il blog o Alice ad emulare Cup?
IO NON CI DORMO LA NOTTE!
PS Il problema del nostro mondo? Certuni si prendono davvero troppo sul serio!
Marco Marullo
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Nella Storia
21 Dicembre 2006 | Autore: Marco Marullo | In Oriana Fallaci, Libertà | 6 Commenti
Dea della Democrazia - Replica dell’originale innalzata a Piazza Tian An Men durante le manifestazioni in Cina del 1989 per la libertà nei media. La statua, alta 10 metri e costruita con polistirolo e cartone, era ispirata alla statua della libertà americana.
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Jeff Widener - The Associated Press
Oltre all’enorme statua, simbolo della rivolta è considerato lo sconosciuto che in totale solitudine affronta una colonna di carri armati.
“Dall’apparato comunista era considerata una donna pericolosa. Le raccontarono che durante la rivolta tanti ragazzi erano andati verso Tien-An-Men tenendo in mano una copia di Un Uomo. La sua intervista del 1980 a Deng Xiaoping era un testo sacro, per gli studenti. Era vero, un ragazzo che parlava italiano si alzò nell’aula magna a nome di tutti e la ringraziò perché con quell’intervista e con i suoi libri aveva insegnato loro che cosa siano il coraggio e la libertà. Con le sue idee e le sue parole aveva cambiato loro la vita. A nome di tutti le chiedeva di non morire e di curarsi più che poteva, perché nel mondo c’era tanto bisogno di una persona come Oriana Fallaci“.
M. G. Maglie
I Risultati dei Mondiali di Volley Live
21 Novembre 2006 | Autore: Marco Marullo | In Sport, Italia | 3 Commenti
Clicca QUI per i risultati Live del Mondiale di Volley Japan 2006
Giustizia 1 - Valent 0
16 Novembre 2006 | Autore: Marco Marullo | In Comunisti | 9 CommentiIn molti, stamane, saranno probabilmente afflitti da un triste pensiero, schiacciati da un enorme macigno che sembra essere insopportabile, da un dolore troppo forte per andare avanti: l’europarlamentare signora della IADL è stata rinviata a giudizio per concorso in rapina.
Personalmente la notizia mi tange molto poco, ma, nonostante questo, non posso certo nascondere la mia profonda delusione. Delusione, sì. Perchè non ti aspetteresti mai che la signora che dalle colonne del suo blog giudica tutto e tutti, che è sempre pronta a scagliare la prima pietra contro tutto e tutti, che maneggia con precisione chirurgica un bisturi per sezionare notizie, blog e - ciò che è peggio - blogger, in realtà santona non è. E non mi riferisco certo alla notizia del rinvio a giudizio - il processo non è ancora concluso, quindi continuo a credere fortemente nella sua innocenza - ma a quelle che emergono dalla lettura dell’articolo di cui prima.
Piccola parentesi, ond’evitare equivoci. Assoluta solidarietà ed infinito sdegno per l’aggressione subita nell’89: lo so bene, i fascisti rossi, neri, gialli, verdi, arcobaleno li trovi ovunque, non hanno tempo. Negli anni 40 rinchiudevano gli ebrei nei lager, nel 2000 bruciavano (e continuano tutt’oggi a farlo) nelle piazze la bandiera d’Israele. Le cose difficilmente cambiano, so anche questo, così come la mia indignazione, sempre la stessa, costantemente indelebile. L’ingiustizia - o meglio, la sventura - è incrociarsi con le loro strade. Chiusa Parentesi.
Cacciare di casa il compagno non è reato, ma accoltellarlo direi di si. Di certo entrambi non sono comportamenti principeschi. Stesso discorso va fatto per lo sfratto subito nel 92: frequentare gente ubriaca che infastidisce i vicini non è certamente “onorevole”.
Così come non lo è ridere sui morti.
Che la giustizia esista davvero?Beh, oggi ci credo un pò di più.
Salami e mortadelle facessero del mio piccolo articolo ciò che vogliono, la verità resterà sempre e comunque dalla stessa parte. Dalla parte giusta.
Giustizia 1 - Valent 0.
Su Napoli
9 Novembre 2006 | Autore: Marco Marullo | In Napoli | 4 CommentiNon dispenserò parola alcuna su Napoli e sui problemi che l’affliggono. Chi mi conosce sa come la penso, chi non mi conosce potrebbe ritenere le mie dichiarazioni troppo dure, troppo prive di pietà per quella che è - nonostante tutto - la “mia città”. Mi limiterò a pubblicare un intervento che mi ha colpito in particolar modo. Buona Lettura.
Marco Marullo
Su Napoli la dichiarazione migliore è di Calderoli. Spiego perchè
“La fogna va bonificata e visto che Napoli oggi e’ diventata una fogna bisogna eliminare tutti i topi, con qualsiasi strumento, e non solo fingere di farlo perchè magari anche i topi votano“. Parole del senatore leghista Roberto Calderoli, che aggiunge: “Sono preoccupato non solo per la situazione di emergenza che si e’ creata a Napoli, ma perchè temo che le parole del Capo dello Stato, quando parla di emergenza ambientale, sociale e culturale del capoluogo partenopeo, possano poi essere strumentalizzate da qualcuno, come non vorrei che qualcuno possa arrivare a strumentalizzare ed enfatizzare i morti ammazzati per poter poi giustificare l’ennesimo ingiustificato e assurdo trasferimento di risorse a una citta’ che per la sua situazione ambientale, sociale e culturale e criminale rappresenta un insulto al Paese intero“.
E’ una dichiarazione semplice, sintetica e soprattutto vera. In mezzo a tante parole roboanti o vuote, in mezzo alle solite ricette fallite da decenni, Calderoli (a me non particolarmente simpatico) ha avuto il coraggio ed il merito di dire le parole giuste. (E non sono il solo a dirlo).
Che Napoli sia diventata una fogna, è oggettivo. Sfido chiunque a dirmi il contrario. E’ vero, Napoli è una grande città, come dice Buttiglione, ma per la sua Storia, non certo per il presente.Il degrado umano, civile e materiale di tantissimi napoletani (i topi, cioè coloro che se anche non sono camorristi, vi gravitano intorno: “le forme di complicità con la Camorra sono innumerevoli e spesso inconsapevoli” dice giustamente Giorgio Bocca) ha ormai raggiunto livelli inimmaginabili ed una dimensione incredibile: proprio per l’elevato numero di questi dannati, la politica locale è impossibilitata ad agire, pena tracolli elettorali (i topi votano). I Lauro, i Gava, i Pomicino, i De Lorenzo, gli Scotti, i De Mita, i Mastella, i Bassolino, non a caso sono emersi in questo quadretto infernale. I politici non sono una disgrazia divina, ma un prodotto del tessuto sociale: tanto più sono scadenti quanto più scadente è il tessuto sociale.
Non solo, ma il rischio paventato da Calderoli di “strumentalizzare ed enfatizzare i morti ammazzati per avere l’ennesimo trasferimento di risorse” è reale: basta citare la cronica emergenza rifiuti. Dal 1994, la Regione Campania è incapace di avviare un sistema di smaltimento rifiuti. Cosa accade? La Camorra (con la complicità dello Stato) provoca l’emergenza, i giornali si concentrano sull’evento, i politici locali chiedono poteri e soldi, lo Stato paga. Dopodichè i politici usano (gran parte di) quei soldi a fini clientelari e tanti finiscono nelle tasche della camorra. Così l’emergenza ciclicamente si ripresenta. E’ un sistema che ha una sua coerenza e funziona. Purtroppo. Lo stesso accadrebbe - ed è accaduto - con eventuali fondi “per la sicurezza”. Dinanzi a tutto questo la Napoli bene (se esiste batta un colpo) si rifugia nel “che ci vuoi fare? c’amma fà?”, come ha sottolineato anche Renzo Arbore in un’intervista a “Il Giornale”.
Der Spiegel parla di un “Prodi disperato che sta considerando se inviare le truppe a Napoli”. Il Times parla di “città nelle mani della Camorra”. La BBC parla di “effetti negativi sul turismo”. Come si può non dare ragione a Calderoli quando dice che Napoli è un insulto all’Italia intera?
La verità fa male. E Calderoli può dirla, perchè lui a Napoli e al Sud i voti non li deve (e forse non li vuole) prendere.
www.mariniello.net
Da “Insciallah”
7 Novembre 2006 | Autore: Marco Marullo | In Comunisti, Oriana Fallaci | Un Commento“Credevo che si fossi andati a tirà fòri i vivi e invece ‘un si faceva che tirà fòri i morti. Di vivi ce n’era uno solo, e quando l’ho tirato fòri l’era morto anche lui. M’è venuto da piagnere, m’è venuto! Perchè gli volevo bene a quei morti, ci crederesti? Mentre li raccattaco ‘un facevo che pentimmi di quando tifavo pe’ gli arabi e ne’ cortei mi sgolavo contro gli americani. Boia qui, boia là, imperialisti qui, imperialisti là, bucaioli go home. Mi dicevo: t’eri proprio bischero Chiodo, ‘un t’avevi capito nemmeno che gli americani son figli di popolo come te. E avevo una gran voglia di scrivere una lettera a i’ Comitato Centrale di Piccì, cantagliela nero su bianco, digli: fanatici, faziosi e fanatici, vu’ la dovete smettere di raccontacci le balle a noi giovani, capito?!?”
Oriana Fallaci - Insciallah
Ritorno da Milano
24 Ottobre 2006 | Autore: Marco Marullo | In Milano, Viaggi | 13 CommentiDopo 14 giorni lascio Milano. Lascio la città che nella mia mente ho reso perfetta. Lascio la città in cui non ho nome nè identità, dove non ho obblighi nè costrizioni, dove, tra le sue magiche vie, ho tentato di ritrovare me stesso o, meglio, ho fatto o tentare di fare solo quello che piace a me.
Non ho imparato ad amare Milano solo per il suo essere ordinata, pulita, precisa, per il fatto che la sua gente è sempre sorridente, perchè tiene la destra sulle scale mobili, perchè in qualsiasi negozio ricevi anche il resto di un solo eurocent, per la puntualità di metro e tram, per la sicurezza che ti offrono le sue strade, per le meraviglie che possiede e che mostra con naturalezza disarmante. Ho imparato ad amare Milano per il suo essere normale agli occhi dei milanesi, perchè ogni cosa che a me sembra essere una divina concessione a Milano è un diritto di tutti.
Potrei scrivere per ore dei pregi di questa grande città, ma non farei altro che attirare le antipatie di chi concepisce Milano come la città della nebbia e della gente fredda, le antipatie di coloro che provano un amore viscerale per la propria terra e ciechi accettano i suoi difetti, la sua sporcizia, il suo degrado morale e sociale e continuano a preferire l’infelice terra in cui sono nati alla perfezione della capitale morale d’Italia.
Probabilmente amo Milano più degli stessi milanesi. Ma io sono fatto così: vado sempre e comunque controcorrente.
Tutto Quello Che Non Ho Potuto Dire
6 Ottobre 2006 | Autore: Marco Marullo | In Oriana Fallaci, Televisione | Un CommentoQuesto intervento non rappresenta una critica per coloro che hanno partecipato alla trasmissione Walk Show di Rai Futura, ma solo un modo per onorare la verità e rispondere alle cattiverie gratuite di chi Oriana Fallaci non l’ha capita minimamente, nè ha voluto farlo.
Pino Scaccia, tra saccenza e paradosso.
“Una donna profondamente sola, scontrosa”, questo era Oriana Fallaci per Pino Scaccia. Una donna che continuamente mostrava le sue contraddizioni ed i suoi paradossi (”è abbastanza paradossale per una donna che badava soprattutto alla sostanza… [l’intervista] l’abbiamo rifatta molte volte perchè c’era un filo di vento che le scompigliava i capelli. Anche un pò dei vezzi che non mi aspettavo da Lei”). Se il sig. Scaccia avesse letto il libro La Rabbia e L’Orgoglio, saprebbe sicuramente che forma e contenuto, per la grande scrittrice, hanno la stessa importanza. “La forma mi preme quanto la sostanza. Penso che la forma sia un recipiente dentro il quale la sostanza si adagia come un vino dentro un bicchiere. E gestire questa simbiosi a volte mi blocca”.
Ed ancora: “una donna piena di paradossi, scontrosa. Una donna sola… La Rabbia nasceva da questa solitudine. Lei era letteralmente sola ed era abbastanza paradossale, siamo sempre un circolo noi inviati, abbiamo sempre amici, siamo sempre insieme ecc. Lei era sola, lei impietiva di venire a cena con qualcuno di noi, era profondamente sola.”
Gentile Sig Scaccia, non ha mai pensato che la solitudine, l’isolamento, fossero una scelta?Che Oriana non avesse necessità di appartenere ad un circolo, ad un branco? Circoli dove tra l’altro regna l’invidia ed il riconoscimento del merito non è nemmeno preso in considerazione - perchè, non crederà mica alle favole sig Scaccia, all’umiltà dell’essere umano?:Oriana Fallaci era odiata ed invidiata perchè GRANDE, perchè per la sua grandezza si poteva permettere il lusso di scrivere con la sua Olivetti e poi farsi ribattere tutto, perchè capace di annullare la pubblicazione di un’intervista solo per 2 o 3 virgole fuori posto, perchè come Lei nessuno era capace di scrivere.
Le ripeto, se avesse letto i suoi libri, saprebbe che ovunque si trovasse, ovunque il suo lavoro di giornalista la portasse, Oriana era circondata da persone che l’amavano per le sue doti di giornalista, per il suo essere vera. Devo ricordarle del rapporto creatosi con i giornalisti in Vietnam o di quello con gli astronauti americani?Oriana Fallaci era una donna che lasciava il segno perdio!Avrebbe avuto ai suoi piedi chiunque se solo lo avesse voluto!E lei ci viene a parlare di solitudine?Che la sua Rabbia nasceva da questa solitudine?La rabbia nasceva dalla conoscenza profonda dei politici italiani, dei giornalisti italiani, degli italiani in genere!Nasceva dalla consapevolezza di essere ritenuta scomoda perchè non era, non lo è mai stata, politicamente corretta come Lei, Sig. Scaccia!Scomoda perchè come nessun altro urlava la verità!Scomoda perchè con un suo articolo, con un suo libro, era capace di muovere un intero popolo! Prendo atto però della correttezza di una sua frase, che racchiude tutto il senso - o meglio, l’inutilità - delle sue precedenti parole: “Noi si faceva i giornalisti, non gli psicologi”. Ecco, continui a fare il gironalista, a proporci la SUA verità - sua e soltanto sua, io aspetto la foto di Teheran con le 5 ragazze in minigonna!! - che le riesce bene!
L’intervento dell’inviato del TG1 si conclude nel peggiore dei modi: “Le rimprovero con molto affetto l’ultima parte della sua vita. Questo è un momento in cui c’è bisogno di dialogo.”
Dividere la vita e l’opera di Oriana Fallaci è uno degli errori più grandi che si possa commettere. Ma sarabbe veramente tempo perso spiegarle perchè. Lei, dall’alto della sua esperienza - e mi consenta, della sua saccenza e maleducazione “Io ho visto molte più cose di te, so come vanno queste cose” - ha già tutte le risposte di cui ha bisogno.
Ah, un’ultima cosa: per far si che esista un dialogo, che si crei un dialogo, i soggetti a volerlo devono essere almeno due, altrimenti si tratta di un monologo. A buon intenditor…
Bianca Stancanelli, siamo noi ad avere problemi “di pancia”.
Lo ammetto, sono sconvolto dalla performance della signora Stancanelli. Non mi riferisco solo all’abuso della parola “pancia” o all’improprio utilizzo della parola xenofobia, ma alla totale mancanza di logica nel suo discorso. Ma procediamo con ordine.
La giornalista si qualifica nei primi 2 minuti con una frase che definirei grammaticalmente ad effetto: “Una parte di questi immigrati convergono verso una moschea”. Fin qui, niente di male: capita a tutti di sbagliare, anche a giornalisti-scrittori affermati come Bianca Stancanelli, anche se abituati ai riflettori (quindi l’impatto emotivo difronte ad una telecamera dovrebbe essere quasi pari a zero).
I dubbi iniziano a sorgere alle affermazioni successive. “I 15 non erano terroristi… si sarebbe potuto capire in tempi estremamente rapidi che si trattava di 15 poveracci”.
Ora mi chiedo, da quando in qua i terroristi non sono poveracci? Una giornalista come Bianca Stancanelli dovrebbe sapere che il terrorismo affonda le sue radici tra i poveracci, i disagiati, tra gli strati più vulnerabili della società, quelli più facilmente corruttibili, plasmabili, condizionabili.
C’è logicità in tutto questo? Personalmente non credo. Così come non credo che ci sia logicità nell’affermare che Oriana Fallaci non le ha cambiato la vita, nonostante la voglia di fare la giornalista sia nata leggendo uno dei libri di Oriana Fallaci più straordinari, Niente E Così Sia.
Il peggio ahimè deve ancora arrivare. “Credo che Lei abbia messo la straordinaria capacità di scrittura, la sua fantasmagorica capacità di creare emozioni attraverso la scrittura, l’abbia tutta impiegata per legittimare dei sentimenti oscuri di ostilità. Ha dato voce alla pancia piuttosto che alla ragione… Così si spiega il successo, ripeto, Lei ha dato una legittimità a dei sentimenti di ostilità e se vuoi perfino di xenofobia che si agitavano nel corpo del paese e non riuscivano ad avere una voce. E lei ha dato una voce estremamente alta. L’ha detto Oriana Fallaci quindi queste cose che io provo e che prima non riuscivo a nominare perchè mi pareva poco politically correct…ora le posso dire a voce alta perchè lo ha detto Oriana Fallaci.”
Definire Oriana Fallaci una fomentatrice d’odio è quanto meno singolare. Definire Oriana Fallaci legittimatrice di sentimenti di xenofobia è assurdo ed inaccettabile. Lo trovo vergognoso, si, nonchè stupido ed ipocrita. Anche solo per il fatto che la xenofobia non riguarda culture o pseudo culture, ma razze. Ergo sono costretto a ritenere che il problema della sig.ra Stancanelli sia l’italiano: meglio non dare voce alla mia pancia adesso, potrebbe riferire cose molto spiacevoli. Non ha rispetto per chi ripetutamente si ostina a violentare la lingua più bella del mondo. Infine noto con immenso rammarico che per l’ennesima volta nel corso della trasmissione si ignora l’esistenza de “La Forza della Ragione”, parte principale della Trilogia.
Scaccia e Stancanelli, Cric e Croc
Le parole della Stancanelli sono un perfetto assist per Pino Scaccia che incalza: “Ha assolutamente ragione. Lei ha preso la parte peggiore di noi.”
Ma come fa a saperlo, sig. Scaccia, se lei non ha mai letto o comunque capito mezza riga della Fallaci? Oriana Fallaci ha preso la parte migliore di noi, quella che combatte per la vita e per la libertà, la parte di noi che è pronta a difendere i suoi diritti con i denti e con le unghie, a costo della propria vita. La parte che ama, che vive e che ama.
“Lei se lo poteva permettere di fare la paladina di un movimento perverso. Noi abbiamo la responsabilità di riportare alla ragione.”
Deo Gratias!Fortuna che c’è Pino Scaccia a portarci in salvo dalla selva oscura in cui Oriana Fallaci subdolamente ci aveva condotto!Ma le misura le parole Sig Scaccia?Movimento perverso?
Ecco la conclusione finalmente di questo festival delle menzogne.
Alla domanda di G. Desiderio “Dobbiamo essere più diplomatici con le parole?” il sig Scaccia risponde con un deciso “Certo”.
La Stancanelli invece ci vuole ancora dimostrare di adorare il termine pancia e di non conoscere lontanamente la Forza della Ragione. “Dobbiamo utilizzare la ragione e non la pancia. L’ultima Oriana sostanzialmente ha detto: provate dell’odio nei confronti dei musulmani?Fate bene.” “Ha cavalcato l’odio.”
Agli ultimi questiti di Desiderio (Il papa è stato diplomaticamente inopportuno nel suo discorso di Ratisbona? - E La libertà di esprimere il nostro pensiero?) risponde Pino Scaccia - ci siamo salvati dall’ennesima atrocità della giornalista-scrittrice: “Io voglio credere alla sua buona fede, non se ne rendeva conto anche se magari… Sicuramente credo alla sua intenzione di dialogo”. “Il discorso è lungo e complesso”.
Ecco la dimostrazione che ancora non mi sono rincoglionito. Nonostante l’intestino aggrovigliato e il dolore per le falsità propinateci, le mie orecchie in quegli istanti non hanno mai smesso di sentire le sue volgarità, sig Scaccia. Quindi inutile è stato urlarmi in faccia - en privè, naturalmente - che lei non aveva mai detto di dover rinunaciare alla nostra libertà di espressione per non offendere i signori estremisti. I fatti sono dalla mia parte.
Chiunque, leggendo le sue affermazioni, intende che si, è necessario pesare le parole e mettere da parte i nostri pensieri.
IoStoConOriana su RAI FUTURA
2 Ottobre 2006 | Autore: Marco Marullo | In Oriana Fallaci, Televisione | 2 Commenti
Come rappresentante del sito IoStoConOriana parteciperò alla trasmissione Walk Show di Giancristiano Desiderio, in onda alle 20.30 su Rai Futura - visibile sul canale 809 di Sky o sul digitale terrestre.
7 giorni
22 Settembre 2006 | Autore: Penelope Alla Guerra | In Oriana Fallaci | Nessun commentoSette giorni. Cos’è una settimana in confronto alla tua straordinaria vita? E cos’è il tempo paragonato a te che sei eterna e immortale? Hai ragione, questi giorni non sono nulla, eppure il dolore non mi ha dato tregua neanche un minuto e nulla mi è scivolato addosso. Ogni cosa invece si fermava, si adagiava su di me con la forza e la prepotenza di mille aghi conficcati nel mio cuore. E ancora sanguino.
Sai cosa mi fa soffrire di più? Il mondo che va avanti. Tutto gira e continua a girare. Vedo le persone che camminano affannosamente per strada verso le loro vite, le disgrazie aumentare, l’oblio avanzare. E mentre guardo queste cose vorrei dare voce a ciò che ho dentro di me. Un urlo. Mi basterebbe un urlo, profondo, intenso, lacerante. Come fa la vita ad andare avanti se ci sono io, spettatrice, che non riesco a muovere un passo, che la guardo indispettita, che ho un carico di tristezza misto a rabbia, misto a dolore, misto a rimpianto nell’anima che grava su ogni mia azione, su ogni mio giorno? Fermatevi, non vedete che sono scesa dalla giostra e che non voglio più risalire, vorrei gridar loro. Nessuno mi ascolta, non posso urlare, non voglio o non posso risalire e non mi sono mai sentita così sola nella mia vita.
Tu sei il mio faro di speranza e di verità. E se c’è una cosa che nonostante la sofferenza mi accarezza il cuore, è la consapevolezza che tu ci sarai sempre. Nei miei gesti, nelle mie azioni, nei miei pensieri, nei miei propositi, nel mio futuro. Una mano invisibile che guiderà ogni istante dei giorni a venire, ecco quello che sarai per me.
Ho sfogliato i miei diari scolastici alla ricerca di tracce di te. Le ho trovate. Con orgoglio posso affermare che si, tu c’eri, ci sei sempre stata. Smemoranda 99-2000, settembre, inizio del II anno delle superiori: “ Quest’estate ti ho conosciuta, come ho fatto a vivere senza sapere della tua esistenza? Ho passato le ultime due settimane documentandomi sulla tua vita. Ho quasi tutti i tuoi libri. E una certezza nel cuore: ho trovato la mia fonte di ispirazione, il mio punto fermo, il mio esempio da seguire. Ovunque tu sia in questo momento sappi che c’è chi ti pensa.”
E’ bello rileggermi quindicenne, provo tenerezza per questa bambina già tanto convinta del suo sentimento per te. Vorrei stringerla forte, cullarla, rassicurarla dicendole che no, non è sola. Ma non posso. Eccoti ancora tra queste pagine. Terzo anno, Smemoranda rossa, primo maggio 2001: “Cosa significa non conoscerti se ti sento vicina come sento vicina mia sorella? Cosa sono le barriere del tempo e dello spazio? Per me tu vivi nel mio cuore. Vorrei vederti, vorrei parlarti, vorrei chiederti come si fa ad uscire dalle quattro mura della mia città, a diventare forti e in gamba come te. Vorrei chiederti come si fa a superare da sola il dolore che cento uomini insieme non sarebbero in grado di sopportare. Vorrei chiederti come si fa a sopportare la morte delle persone che ami, a sopportare le medesime tirannie, le medesime oppressioni, le medesime delusioni. Vorrei piangere con te ricordando questo giorno, planare li a New York e dirti che ti stimo come non ho mai stimato nessuno, che ti voglio bene davvero e invece non lo farò mai… invece rimarrò qui in questo puntino nel mondo, mentre tu non cesserai mai di esistere, perché le persone con la tua personalità e la personalità di Alekos non muoiono mai”
Quante volte poi stufa di ascoltare il professore che spiegava mi sono rivolta a te… innumerevoli! Ecco qui, Smemoranda 2002-2003, ultimo anno: Ciao Oriana, il professore di letteratura parla di Parini. So che secondo te dovrei ascoltarlo ma non mi va, sono stanca e ti penso troppo. Come stai, anima bella? Sempre più affaticata immagino. E’ ancora notte a New York. Fai sogni belli. Ti lascio sennò il prof. mi sgama. Ti voglio bene”
Come si fa a far finta di nulla dunque? Come si fa a sopportare la mediocrità e la superficialità di chi, dopo avermi trattata con i guanti bianchi immediatamente dopo la tua scomparsa, pensa che adesso tutto sia passato, pensa che adesso io stia bene? Non passerà, Oriana mia. Ciò che posso fare, ciò che probabilmente tu vorresti io facessi , è stringere i denti, guardare avanti, difendere il mio mondo con le unghie e con i denti. Risalire sulla giostra a testa alta, con rabbia per averti perduta, ma con orgoglio per averti amata e compresa.
Eternamente con te.
S.L
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